Nec Sauram atque Batrachum obliterari convenit qui fecere templa Octaviae porticibus inclusa, natione ipsi Lacones. Quidam et opibus praepotentes fuisse eos putant ac sua impensa construxisse, inscriptionem sperantes, qua negata, hoc tamen alio modo usurpasse. Sunt certe etiamnum in columnarum spiris inscalptae, nominum eorum argumento, lacerta atque rana

Plinio, Naturalis Historia XXXVI, 42

Non si devono poi dimenticare Sauro e Batraco, di nazionalità spartana, che eressero i templi all’interno del Portico di Ottavia. Molti ritengono che costoro, essendo già molto ricchi, provvedessero a loro spese a finanziare i lavori, perché speravano di essere segnalati in una iscrizione; tale concessione però fu loro negata, ma ottennero lo stesso il loro scopo. Infatti rimangono tuttora scolpite, in spiris columnarum, una lucertola e una rana, con una chiara allusione ai loro nomi. 

Ecco le foto che ho scattato nella basilica di San Lorenzo fuori le mura:

 

Sebbene di grande suggestione, il capitello non dovrebbe essere quello descritto da Plinio, che invece si riferisce ad una base, documentata da Piranesi. Questa particolare “firma” si ritrova anche sull’Ara Pacis.

Da Engramma:

Ara Pacis, lato nord, dettagli con lucertola e rana

Secondo Angiolo Pasqui (l’archeologo che diresse il primo scavo scientifico, agli inizi del Novecento) la notizia contenuta nella Naturalis Historia sarebbe da riferire a due architetti, o scultori, attivi nell’importante impresa augustea della Porticus Octaviae, per i quali potrebbe dunque anche essere ipotizzato un intervento nell’Ara Pacis [Pasqui 1904]. Dopo Pasqui questa ipotesi non ha avuto fortuna critica, anche perché secondo parte della critica Plinio farebbe qui riferimento non all’intervento augusteo, ma alle edificazioni del II secolo a.C. della Porticus Metelli, sul cui sito sarebbe poi stata riedificata la Porticus Octaviae (sulla personalità storica di Sauras e Batrachos: Gwin Morgan 1971, pp. 491 ss.).

 

Base di colonna con lucertola e rana, incisione da Piranesi, Le Antichità Romane (1756)

 

Così già Piranesi, con esplicito riferimento al passo di Plinio e a Sauras e Batrachos, illustrava un suo disegno pubblicato ne Le Antichità Romane:

Metà del diametro della colonna con modanatura sottopostavi della base. Nel plinto di esse si vedono arabeschi, fra i quali scherzano una lucertola e una rana, le quali secondo Plinio formavano la divisa dei fabbricatori del tempio. Quest’ornamento si vedeva tra i molti pezzi di marmo nela cantina della persona già mentovata nelle tavole anteriori.

G. B. Piranesi, Le Antichità Romane IV, 217

Bibliografia

Gwin Morgan 1971 – M. Gwin Morgan, The Porticus of Metellus: A Reconsideration, “Hermes” XCIX, 1971, pp. 480-505
Pasqui 1904 – A. Pasqui, Scavi dell’ara Pacis Augustae (luglio-dicembre 1903), “Notizie degli scavi” a. 1903, fasc. 2, 1904, pp. 550-574