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29 2018 Set

Post Facebook in 3D

All’incirca nel mese di febbraio del 2018, Facebook ha introdotto la possibilità di realizzare post con contenuti tridimensionali; preso dai possibili risvolti rivoluzionari di questa nuova implementazione – dal potere interagire con oggetti del tutto liberamente, al poterli visualizzare, grazie alle varie API dedicate, con visori immersivi – studiai come fare, con il risultato seguente:

Nel frattempo diversi colleghi e amici mi hanno chiesto come fare, ho pensato di raccogliere qui un po’ di materiale a supporto che possa essere d’aiuto. Per il momento, Facebook consente il caricamento di file (di un particolare tipo, come si dirà più avanti) con un peso massimo di 3 mb, “dimensioni ancora minori sono l’ideale” come si legge nella documentazione a supporto; l’esperienza qui illustrata mi porta a dire meglio mantenersi sui 2 mb. Emerge così immediatamente il primo, grosso problema qualora si volesse portare in Facebook un contenuto realizzato, ad esempio, in fotogrammetria, come il leone protagonista di questo caso studio, base dello stipite destro del portale esterno della basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Realizzato da una collaboratrice durante un corso da me tenuto, è stato scelto per l’esperimento data la sua compattezza e al contempo per l’alta definizione di alcuni dettagli, quali la criniera. Esportato in .fbx (formato da preferire, come vedremo), il file risultante aveva un peso di oltre 20 mb: quasi 7 volte il limite imposto da Facebook. La grande difficoltà, quindi, è stata semplificare le geometrie del solido fotogrammetrico, cercando di non perdere al contempo la definizione dei dettagli. Nella galleria sottostante, il modello fotogrammetrico ottenuto con Agisoft PhotoScan:

L’immagine sottostante, invece, rappresenta lo stesso modello semplificato dopo una trasformazione in 3D Studio Max per eliminare le luci, e un passaggio in Polyworks – da evitare Meshmixer – per decimare le geometrie:

 

Da notare un’apparente conservazione del dettaglio, apparenza che svanisce ingrandendo il modello, come si evince dall’immagine soprastante, a sinistra: le dita della zampa posteriore destra del leone rivelano la semplificazione della geometria, con le tipiche sfaccettature spigolose dovute alla soppressione di poligoni intermedi. Si può giocare con i valori di compressione in base al modello con cui si sta lavorando, ma una notevole perdita di dettaglio sarà un male inevitabile. Dopo il passaggio in Polyworks, il file del leone pesa 3 mb. Ancora troppo, non è però un problema.

I post 3D di Facebook richiedono un formato particolare: supporta solo file .glb, versione binaria del formato file glTF 2.0. Nessun problema: i file .fbx possono essere facilmente e direttamente convertiti in .glb seguendo le istruzioni qui elencate. Occorre prestare attenzione alle avvertenze per una corretta conversione del file, enucleate qui, che tuttavia non sempre possono essere seguite: si riferiscono infatti a modelli 3D puri, e non derivanti invece da fotogrammetria – e immagino che lo stesso valga anche per 3D derivanti da laser scanning. La conversione comprime ulteriormente il file, nel nostro caso arrivando a pesare solo 2.29 mb. Una volta trasformato, è consigliabile validare il file tramite l’apposito strumento online qui disponibile.

Finita tutta la procedura – tra tentativi di compressione e altro, a me ha richiesto quasi 4 giorni – si avrà un file che potrà essere aggiunto ad un post Facebook con le medesime modalità di una fotografia; il social network riconoscerà il file come elemento 3D e, una volta pubblicato, ne consentirà la fruizione multipiattaforma.

Come mai il leone del post in alto sembra tanto differente da quello ottenuto dopo la decimazione delle geometrie? Il motivo è da ricercarsi nella texture: va trattata in modo particolare, a causa dell’illuminazione dell’oggetto e del contesto, altrimenti si otterrà un effetto lievemente metallico, proprio come nel post. Essendo stata la mia una prova speditiva riguardo le geometrie, non mi sono soffermato sulla texture, anche per mancanza di tempo.

In conclusione, ci vorrà ancora molto tempo prima che Facebook possa dare del filo da torcere a visualizzatori come SketchFab o 3DHop; l’unico vero punto di forza è l’essere parte integrante di un sistema altamente socializzato, tale da favorire un immediato reposting e quindi aumento dell’audience del modello 3D, grazie alla facilità di utilizzo della piattaforma di Zuckemberg.

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16 2015 Lug

Rapporto 2015 ISTAT-MiBACT su Cultura e Turismo

L’istituto nazionale di statistica e il ministero di cultura e turismo presentano il rapporto annuale 2015 sulla situazione del Paese nelle opportunità di crescita dai sistemi culturali, creativi e turistici: tra competenze, sviluppo e patrimonio, un quadro “fortemente caratterizzato da elementi positivi”

“Patrimonio culturale: identità del Paese e inestimabile opportunità di crescita”: a pochi giorni dal rapporto di Federculture, arriva lo studio di Istat e MiBACT a evidenziare le opportunità di crescita che l’Italia può trovare nello sviluppo e nella valorizzazione delle nostre risorse culturali, creative e turistiche.
Una ricerca basata sulla ricchezza dei sistemi locali e sugli investimenti necessari come motori di cambiamento. Il ministro Dario Franceschini e il presidente dell’Istat Giorgio Alleva hanno presentato ieri i dati aggiornati del rapporto annuale 2015 su “patrimonio, paesaggio tradizione e creatività: il valore culturale del territorio”.
Lo studio si pone l’obiettivo di misurare la vocazione culturale e attrattiva dei territori, a partire dalla griglia dei sistemi locali individuati e in funzione di due dimensioni principali: da una parte il patrimonio culturale e paesaggistico, ovvero la presenza fisica sul territorio di luoghi, beni materiali, strutture, istituzioni e altre risorse di specifico valore e interesse storico, artistico, architettonico e ambientale; dall’altra il tessuto produttivo culturale, l’orientamento dei contesti locali verso la produzione di beni e servizi con alto contenuto culturale. A questo punto, indica lo studio, occorre considerare una terza dimensione: l’attrattività turistica.
Mediante un set di indicatori chiave opportunamente selezionati e sintetizzati per le prime due dimensioni considerate è possibile, secondo lo studio, misurare la vocazione culturale e attrattiva dei territori e classificare ciascun sistema locale rispetto a tale misura. Tra gli indicatori del patrimonio culturale e paesaggistico, vengono considerati: musei, siti archeologici e numero di visitatori; archivi e biblioteche e numero di utenti; borghi più belli d’Italia e comuni di identità e tradizione, ambientale, culturale e turistica; edifici storici; indice di conservazione del paesaggio (naturale e urbano);area sottoposta a protezione in % della superficie totale; quota di superficie non urbana; numero di eventi di rilevanza nazionale.
Tra gli indicatori del tessuto produttivo/culturale: unità locali delle imprese culturali e quota di addetti; unità locali di istituzioni non profit culturali e artistiche e numero di addetti; unità locali delle imprese di artigianato artistico e addetti; superficie dedicata a coltivazioni tipiche di qualità; aziende agricole con coltivazioni e/o allevamenti tipici di qualità;studenti degli Istituti di istruzione superiore musicale e artistica.
Per la terza dimensione, quella dell’attrattività turistica, Istat e Mibact indicano: unità locali delle imprese turistiche e quota di addetti; numero di posti letto negli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri; presenze negli esercizi ricettivi;aziende agricole che svolgono attività connesse.
In base a questi parametri, viene quindi proposta una “geografia dei territori della cultura” che suddivide i sistemi locali secondo diverse etichette: la grande bellezza (70); potenzialità del patrimonio (138); imprenditorialità culturale (138); il volano del turismo (194); perifericità culturale (71).

“Il quadro generale che emerge è fortemente caratterizzato da elementi positivi” si legge nelle conclusioni del rapporto, che sottolinea come in particolare il patrimonio culturale in senso lato costituisca un’opportunità di sviluppo diffusa su gran parte del territorio nazionale; generi in molti territori un impatto diretto e indiretto rilevante, e su una pluralità di settori economici e produttivi; appaia solo parzialmente sfruttato; rappresenti un fattore strategico su cui puntare per ridurre divari e disuguaglianze nel Paese.
Per “un cambio di prospettiva” servono quindi politiche specifiche, mirate sui territori, centrate su un processo integrato di valorizzazione, che interpreti le risorse culturali come fattore qualificante della catena del valore del sistema produttivo locale e come elemento strategico nei processi di sviluppo delle persone e della collettività.
I possibili interventi per uno sviluppo integrato riguardano in tal senso il potenziamento dell’attrattività dei territori, promuovendo la forma del distretto culturale; lo sviluppo e lo sfruttamento delle competenze, investendo nellaformazione di profili professionali con specifiche competenze nella progettazione coordinata di interventi d’area, nella capacità imprenditoriale e gestionale nel settore culturale, nella valutazione economica e l’impatto degli investimenti culturali; nell’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e multimediali, delle banche dati relative al sistema culturale/territoriale.

Il “Rapporto Annuale 2015 – La situazione del Paese” è consultabile interamente all’indirizzohttp://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1436885781634_patrimonioculturale.pdf

Fonte: http://marketingdelterritorio.info/index.php/it/notizie/2381-grande-bellezza-e-grande-opportunita-il-rapporto-istat-mibact-su-cultura-e-turismo-in-italia